Cane affetto da paralisi – incredibile ripresa grazie a Citovet

Sabato 24 Aprile 2021 il Dott. Belligoli (Psicoterapeuta), che da oltre 10 anni utilizza i prodotti Citozeatec sia per uso umano che per uso animale (Citovet), dopo aver interpellato alcuni veterinari per la paralisi violenta del suo cane e con risposte di difficile soluzione, preso dallo sconforto tenta l’ultima possibilità chiedendomi consigli sull’ utilizzo del Citovet per un cucciolo di 9 mesi. Spiegatomi l’accaduto, consigliavo di preparare delle polpette di carne trita riempite con una siringa di Citovet ogni ora e somministrazione di 5 ml di Citovet come enteroclisma e con ulteriore applicazioni (qui non spiagato) – Si consiglia di guardare il video.
Ho immeditamente pensato si trattasse di una malattia infettiva come la neosporosi.
La neurosporosi è una malattia infettiva causata da un protozoo appartenente al philum degli Apicomplexa, famiglia Sarcocystidae, genere neospora, che colpisce il cane e numerosi altri mammiferi quali bovini, ovini, caprini, equini, bufali, daini, suini, gatti e topi (queste ultime tre specie solo sperimentalmente). Allo stato attuale sono riportate essenzialmente due specie di Neospora: N. caninum, propria del cane, dei bovini e degli ovicaprini, e N. hughesi, propria degli equini. Il Neospora caninum è stato isolato per la prima volta nel 1984 in Norvegia, sebbene studi retrospettivi eseguiti da Dubey e collaboratori nel 1988 abbiano potuto stabilire che l’infezione era già presente negli Stati Uniti fin dal 1957. Il parassita infatti è molto simile sul piano morfologico al Toxoplasma gondii, con il quale è stato in passato frequentemente confuso. Recenti studi sperimentali hanno confermato che l’ospite definitivo della neosporosi è il cane, il quale elimina le ovocisti in numero più o meno elevato attraverso le feci, in funzione della quantità di cisti ingerite. Allo stato attuale in nessun animale infetto naturalmente è stato possibile isolare le ovocisti, per cui ancora non si conosce la frequenza e la durata di eliminazione delle stesse nell’ambiente esterno. Una volta sporulate, le ovocisti divengono infettanti e possono essere ingerite da un ospite intermedio, quale il bovino, la pecora, la capra, il cavallo e lo stesso cane. A livello intestinale il parassita moltiplica e diffonde rapidamente, localizzandosi in diversi organi, tra cui il sistema nervoso, dove si incista. Sotto tale forma esso non induce, in genere, alcuna reazione da parte dell’ospite, rimanendo allo stato latente per un periodo ancora non esattamente definito e che, comunque, negli animali da esperimento è stato valutato non inferiore ad 1 anno. Le cisti sono resistenti alla pepsina ed all’acido cloridrico e ciò depone per l’ipotesi che il carnivorismo abbia un ruolo importante nel ciclo biologico del parassita paralizzando. Il consiglio pratico a tutti gli allevatori è di evitare di lasciare cibo all’aperto perché i volatili possono trasportare con i loro escrementi le spore presenti nei loro apparati digerenti e trasmetterli così agli altri animali e all’uomo.
Spero di aver dato un piccolo contributo in aiuto ai nostri grandi amici animali.
Ferorelli

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