Responsabili scientifici: Prof. Simone Beninati, Dott. F.Antonelli.

Introduzione
Abbiamo focalizzato il nostro studio sulla ricerca del potenziale effetto sinergico, derivante dalla azione dei diversi costituenti del Citozym, i qualia giscono, non su un singolo bersaglio ma, su diversi target e cooperano in un percorso agonista-sinergico per provocare una potente attività farmacologica.

Il concetto di target include enzimi, substrati, proteine e metaboliti, recettori, canali ionici, proteine di trasporto, DNA / RNA, ribosomi, anticorpi monoclonali, meccanismi fisico-chimici e cascate di segnali(1). Il vantaggio di questa molteplicità di costituenti attivi e delle loro azioni complementari, conferisce al Citozym un’azione delicata, profonda e duratura, rispetto ad un farmaco derivato dalla sintesi chimica, che generalmente consiste in un singolo principio attivo, che avrà un’azione unica, focalizzata e incisiva. Alcuni componenti del Citozym non hanno effetti farmacologici, ma migliorano la biodisponibilità di altri composti attivi, consentendo così ai composti attivi di essere molto più efficaci in confronto all’azione che manifesterebbero da soli. Questi costituenti, che lavorano in sinergia con altre molecole inattive, sono chiamati “co-effettori”. Il ruolo di alcuni di questi co-effettori può, ad esempio, aumentare la solubilità in acqua, di altri costituenti attivi, oppure aiutare il loro passaggio attraverso le membrane cellulari a livello della parete intestinale, facilitando così la loro diffusione nel sangue.

Altri co-effettoripossono anche avere un ruolo protettivo, nei confronti dell’azione metabolica degli enzimi coinvolti durante il percorso delle sostanze attive nel corpo, prima che raggiungano il loro sito di azione. Quindi le sostanze attive (enzimi) non possono essere degradate e manterranno tutta la loro attività. Grazie alla moltitudine di costituenti, il corollario di effetti sinergici coniugati e variabili, la polivalenza di attività complementari, l’efficacia a basse dosi e l’azione concertata e armoniosa di altri costituenti che li accompagnano, il Citozym agirà in modo dolce, profondo e duraturo e potrebbe avere un’azione regolatoria in aggiunta alla propria azione sintomatica.

Razionale della sperimentazione
Al fine di studiare la sinergia fra i diversi componenti del Citozym, abbiamo considerato che l’effetto di questo prodotto è certamente il risultato dell’azione integrata della molteplicità di sostanze che lo compongono, e non può essere semplicemente riprodotto con l’isolamento di uno o più principi attivi.Il fine è dimostrare che la presenza nel Citozym di molecole farmacologicamente inattive influenza l’assorbimento, la stabilità e il rilascio di determinati principi attivi, andando ad agire sulla loro biodisponibilità.

Risultati e Discussione
I singoli componenti più significativi sono stati utilizzati puri e alla concentrazione normalmente utilizzata per la sperimentazione su varie patologie.In particolare i principi attivi utilizzati sono stati: Mannitolo  Maltitolo Maltosio Sorbitolo Isomalto Maltotriosio Inositolo Lattulosio Xilitolo

La tabella 1 illustra la riduzione percentuale della proliferazione cellularedi unalinea cellulare di epatocarcinoma umano trattata con i singoli componenti citati.

La fase successiva della sperimentazione è stata effettuata miscelando i componenti che hanno mostrato una spiccata attività antiproliferativa : Maltitolo, Isomalto, Xilitolo, Amilasi e Lattasi

Dalla Tabella 2, si evince che i 5 componenti miscelati non mostrano un effetto sinergico evidente, infatti i risultati in percentuale di antiproliferazione della linea cellulare tumorale rimangono simili a quelli osservati per la sola Lattasi (45% a 48 ore; 60% a 96 ore). E’ invece utile notare che è evidente l’incremento dell’antiproliferazione esercitata dalla miscela a 24 ore. La velocità di antiproliferazione appare infatti incrementata raggiungendo il 38%. Valore non osservato per i tre singoli componenti (Xilitolo, Amilasi e Lattasi). Quindi questo appare il primo dato significativo per ciò che concerne un potenziale effetto sinergico.

La percentuale di antiproliferazione è stata valutata anche per la miscela dei componenti risultati potenzialmente attivi,ma percentualmente meno attivi dei precedenti. Dalla tabella 1 si evince che 4 componenti (Mannitolo, Maltotriosio Lattulosio e Vitamina C), hanno mostrato una percentuale di antiproliferazione inferiore rispetto ai componenti precedentemente analizzati ( Maltitolo, isomalto, Xilitolo, Amilasi e Lattasi). I valori di antiproliferazione sono mostrati in Tabella 3.

Si deduce dai valori presentati in tabella3, che la miscela di questi componenti (Mannitolo, Maltotriosio, Lattulosio e Vitamina C), non presenta alcun effetto sinergico sull’antiproliferazione. La successiva sperimentazione è stata focalizzata sulla ricerca di sinergia fra i componenti più attivi e quelli meno attivi. Abbiamo aggiunto alla miscela più attiva (Maltitolo, Isomalto, Xilitolo, Amilasi e Lattasi) un componente della serie dei meno attivi. La Tabella 4 illustra l’azione sinergica dei 4 componenti meno attivi (Mannitolo, Maltotriosio Lattulosio e Vitamina C), presi singolarmente.

Un evidente effetto sinergico è stato osservato con l’aggiunta di Vitamina Codi Mannitolo, noti antiossidanti. Come si evince dalla Tabella 4 , il Maltotriosio e il Lattulosio non incrementano l’azione antiproliferativa della miscela: Maltitolo, Isomalto, Xilitolo, Amilasi e Lattasi., mentre sia la Vitamina C e il Mannitolo, incrementano il valore ottenuto con la sola miscela di circa il 20%.

La miscela completa di 9 elementi (Tabella 5) evidenzia un significativo effetto sinergico (+30% ) rispetto al controllodopo 96 ore di trattamento.

Target del sinergismo

Abbiamo cercato i target del sinergismo esercitato dai 9 componenti citati. Gli elementi cellulari coinvolti in questa azione del Texidrofolicosono evidenziati nel grafico di Figura 1. Con il controllo non trattato posto a 100, abbiamo elaborato le percentuali di variazione di 5 parametri cellulari coinvolti nella proliferazionee cancerogensi, dopo 96 ore di trattamento con la miscela indicatain Tabella 5..

FIGURA 1

Deidrogenasi Mitocondriale (DM)
Le deidrogenasi hanno un ruolo fondamentale nei processi metabolici cellulari, processi come laglicolisi, il ciclo di krebs, la fosforilazione ossidativae laβ-ossidazione sono possibili grazie a tali enzimi che catalizzano reazioni specifiche. Dal grafico di Figura 1, si evince che 96ore di trattamento con la miscela completa presentata in Tabella 5, le attività delle deidrogenasi mitocondriali sono ridotte del 35%. Il dato indica la riduzione dei cicli metabolici cellulari che conducono alla utilizzazione delle sostanze di riserva e quindi alla formazione di ATP.

Apoptosi (APT)
La riduzione della proliferazione osservata nelle condizioni indicate è in parte dovuto all’incremento della morte cellulare (apoptosi) del 58%.

Lattato deidrogenasi (LDH)
La lattato deidrogenasi, liberata nel mezzo di coltura indica la morte cellulare per necrosi. Nell’esperimento indicato a 96ore di coltura appare un incremento di LDH di circa il 21%.

Metalloproteasi (MMP1/MMP2)
Le MMP1 e 2svolgono unruolo fondamentale nei processicellulari quali: Proliferazione cellulare Migrazione (adesione/appiattimento) Differenziamento Angiogenesi Apoptosie Difesa dell’ospite. La riduzione di tali attività enzimatiche (MMP1= 30% ; MMP2= 44%) sono indice di riduzione sia del potere metastatico che invasivo delle cellule di epatocarcinoma umano utilizzate.

CONCLUSIONI
La sperimentazione presentata ha evidenziato ilruolo chiave del potere antiossidante esercitato dal Citozym. Infatti è risultatostatisticamente provata l’azione sinergica di due antiossidanti quali l’acido ascorbico e il mannitolo. La capacità antiproliferativa della miscela a 9 componenti (Tabella 5), ha inoltre evidenziato il ruolo chiave svolto da queste molecole, in assenza di zuccheri. L’osservazione di molti, che il Texidrofolico ha nella sua composizione più del 90 % di zuccheri, trova risposta nella doppia azione di questo integratore: stimolatore della attività cellulare nella produzione di energia, prima con la glicolisi e dopo con il ciclo mitocondriale e l’altra di aumentodel potere antiossidante di elementi dannosi per la cellula. Il risultato di tale connubio è fornire energia alla cellula e contemporaneamente ridurre gli effetti deleteri dello stress ossidativo. Abbiamo sempre affermato che il Texidrofolico non è un farmaco, ma presenta dei co-effettori, con un ruolo protettivo, nei confronti dell’azione metabolica degli enzimi coinvolti durante il percorso delle sostanze attive (enzimi) nel corpo, prima che raggiungano il loro sito di azione. Quindi le sostanze attive (enzimi) non possono essere degradate e manterranno tutta la loro attività svolta nella cellula. Per 2 motivi il primo per raggiungere l’energia di attivazione necessaria alla funzione enzimatica e l’altra per evitare di danneggiare il corredo proteico enzimatico.

Stiamo attualmente indagando i siti di azione dei vari componenti in cellule normali e tumorali per cercare un eventuale specificità d’azione.